Cosa fa lo yoga? Le asana da un punto di vista olistico

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Di solito chi si avvicina allo yoga in poco tempo si accorge di godere di un sacco di benefici che vanno al di là dell’avere i muscoli più sciolti o più forti o liberarsi del mal di schiena. Approfondendo un po’, si comincia a vedere che un’asana è utile per per un determinato disturbo e una tecnica di respirazione per un altro. Si scopre così un mondo affascinante, ma si può cadere nella tentazione di voler utilizzare le asana come medicine “prèt a porter”. Con un approccio del genere ci si può facilmente perdere in un labirinto di nozioni e rimandi. E si rischia di utilizzare a sproposito metodi che vanno bene per manternere in salute e scongiurare certe patologie, ma possono aggravare le stesse patologie se in fase acuta.

Anche trovando la soluzione giusta però, si rischia comunque di avere un approccio troppo mirato che porta a risultati parziali. Nella nostra medicina estraiamo il principio attivo di una pianta e ne facciamo una medicina, mentre la naturopatia ci insegna che il principio è altamente più efficace se agisce in sinergia con gli altri componenti della pianta. Il tutto è ancora più efficace se accompagnato da un’alimentazione adeguata e da abitudini più salutari che riportino l’organismo in una condizione di equilibrio perché possa attivare i suoi processi di rigenerazione. Guardare agli effetti delle asana senza tener conto del contesto in cui sono inserite è come fissarsi su di un albero e perdere di vista la foresta.

Se si vuole capire meglio il funzionamento dello yoga, è utile guardare alla nostra pratica e al nostro organismo da un punto di vista più ampio, più olistico. Non è obiettivo di questo post allargare il discorso all’alimentazione o addirittura ai diversi piani della mente (kosha) e livelli dell’esistenza. Ci vorrebbe un capitolo per ognuno di questi argomenti. Rimanendo però anche solo sul piano strettamente fisiologico delle asana, si possono già fare alcune considerazioni interessanti. Una maniera per ricomporre in un quadro più generale gli effetti specifici della pratica è prendere in considerazione il nostro sistema nervoso autonomo. Esso ha due circuiti fondamentali con cui comunica col nostro corpo: il simpatico e il parasimpatico ( alcuni li associano al concetto indiano di Ida e Pingala, anche se, nonostante le somiglianze, non sono proprio la stessa cosa).

Il sistema simpatico si occupa di svegliare il nostro organismo e i nostri sensi e farci agire attivamente nel mondo. Quando è attivo le energie vengono convogliate verso le nostre periferie e ci permettono di muoverci e reagire prontamente agli stimoli dell’ambiente.

Il sistema parasimpatico invece si occupa di rilassare il nostro corpo, decongestionare gli organi di senso e i nostri arti e far affluire maggiore sangue ed energia al nostro sistema digestivo ed escretorio per permettere al nostro organismo di ricaricarsi, smaltire le tossine e rigenerarsi. Non a caso dopo mangiato ci viene il cosiddetto abbiocco! Questi due sistemi sono detti antagonisti e il loro equilibrio garantisce che tutto il nostro organismo lavori al meglio.

La nostra società è simpatico-tonica. Infatti la nostra tendenza è verso un’eccessiva stimolazione. Diamo molta importanza all’efficienza e all’euforia come indici di benessere e un’importanza relativa ai momenti di rilassamento. Addirittura spesso cerchiamo di combattere questi ultimi con stimolanti e tonici che ‘ci tengano su’. Accade così che nel lungo periodo accumuliamo un debito nei confronti del nostro organismo, un pò come quando non dormiamo a sufficienza e ne risentiamo il giorno dopo. Questa situazione nel lungo periodo si cronicizza in un sistema che, perso il suo equilibrio, fa prevalere appunto il sistema simpatico. Ogni tanto il nostro organismo allora ha bisogno di bruschi stop per focalizzare l’attenzione all’interno e rigenerarsi e quindi ci ammaliamo o ci ‘deprimiamo’. Anche in questi casi cerchiamo il sistema per curare il nostro ‘squilibrio’ e sopprimere il nostro ‘malessere’. Squilibrio che in realtà si manifesta per compensare uno squilibrio precedente. È ormai abitudine comune parlare dello stress come causa della maggior parte dei nostri mali e del fatto che abbiamo bisogno di rilassarci, ma spesso anche dormire un po’ di più non cambia gran ché la situazione.

Lo yoga agisce portando equilibrio a questi due sistemi e aumentando quindi la nostra vitalià e la nostra resistenza allo stress. Come lo fa?

Il sistema nervoso autonomo si sviluppa lungo la spina dorsale e si organizza in plessi. Grazie alle posture vado a stimolare e rivitalizzare questi plessi e agisco direttamente su questo sistema. Chi ha praticato ha avuto modo di sentire quanto un’asana possa influenzare il suo stato fisico e mentale.

Per fare un esempio, semplificando molto, tendenzialmente i piegamenti in avanti ci rilassano mentre quelli indietro ci svegliano. Ci sono posizioni che stimolano di più l’attività cerebrale a scapito di quella digestiva e viceversa.. e così via. Ognuno dei nostri plessi è in connessione con importanti ghiandole che vengono attivate o inibite dai nostri due sistemi, è in connessione con gli altri e li influenza. Stimolandoli con delle sequenze equilibrate portiamo tutto il nostro organismo a cercare un nuovo equilibrio più salutare. Nella pratica troviamo uno stato di presenza rilassata che migliora la qualità del nostro sonno e delle nostre ore di veglia. I due sistemi ricominciano a lavorare in sinergia e a poco a poco cominciano a guarire i nostri disturbi. Aumenta così il nostro senso di benessere e appagamento.

Se si vuole, poi, ci si può concentrare su alcune asana in particolare, per risolvere più velocemente disturbi specifici, ma sempre tenendo conto di questo contesto: si otterrà un risultato migliore e più duraturo se si inseriscono le nostre asana in una pratica che stimoli tutto il nostro organismo in maniera armonica.

Così le altre asana fanno da cassa di risonanza per gli effetti specifici che vogliamo ottenere e ci danno la garanzia di integrarli nella maniera migliore nella nostra fisiologia. E il corpo e la mente trovano via via un equilibrio migliore in modo naturale e duraturo.

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