La magia dell’abitudine: 8 consigli per usarla al meglio

“Una serie di comportamenti ripetuti forma un’abitudine. Una serie di abitudini forma una carattere. Un carattere forma un destino.”

habits

Siamo esseri abitudinari. A volte capita che decidiamo di cambiare vita. Spesso a capodanno.. E spesso andiamo a rispolverare qualche vecchio proposito che avevamo rimesso nel cassetto, magari a fine gennaio dell’anno prima! Come mai spesso riprendiamo gli stessi propositi di anno in anno solo per dimenticarcene o rimetterli da parte dopo qualche settimana? Quando scema l’entusiasmo cominciamo a sentire la fatica e pensiamo di esserci dati degli obiettivi superiori alle nostre capacità o alle nostre forze. Il più delle volte è perché questi obiettivi non sono stati più forti delle nostre abitudini. Spesso sottovalutiamo il potere delle nostre abitudini.

Noi siamo un insieme sofisticatissimo di abitudini. Alcune le abbiamo acquisite volontariamente, ma la maggior parte le abbiamo assorbite senza accorgercene dal nostro ambiente. Alcune ci sono molto utili, altre magari lo sono state, ma ora non lo sono più.

Le abitudini ci permettono di fare una miriade di cose con efficienza e con un gran risparmio di energie mentali e fisiche. Si formano piano ed è per questo che spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Ma una volta formate diventano estremamente resistenti. Ogni comportamento è come un filo di cotone, è debole in sé. Se però lo ripeto un numero sufficiente di volte diventa come una corda che è formata da fili deboli ma, più è grossa e più diventa forte.

È per questo che le abitudini possono essere il nostro più grande punto di forza come il più grande nemico. Immagina che per per anni ti sei alzato sempre alle 6 di mattina e oggi vuoi dormire fino a mezzogiorno: il tuo corpo che tu lo voglia o no si sveglierà alle 6. Immagina di andare a letto sempre dopo mezzanotte e che stasera hai deciso di andare a letto alle 9: ti rigirerai nel letto senza riuscire a dormire.

Decidere di fare qualcosa che esce dalle routine abituali richiede un grosso dispendio di energie e spesso si arriva ad un punto di rottura che ci fa tornare al punto di partenza. I motivi sono tanti: la nuova abitudine è troppo faticosa, non mi diverte, ho voluto cambiare troppe cose insieme, non ho risultati evidenti e mi scoraggio, le persone intorno mi fanno pressioni per non cambiare, imprevisti della giornata, faccio troppo e perdo di entusiasmo, salto dei giorni e mi scoraggio…

L’abitudine è molto più forte della nostra forza di volontà ed è per questo che, piuttosto che combatterla, è meglio farsela amica. Come? Conoscendo i meccanismi dell’abitudine posso imparare a coltivare alleati preziosi. E con questi alleati posso riuscire a fare cose che mai avrei immaginato. La risoluzione a fare dura il tempo del mio entusiasmo, mentre l’abitudine è inesorabile. Spesso, chi decide di fare una maratona, comincia a correre e si allena con impegno per poi abbandonare l’impresa accorgendosi che era molto più impegnativa di quanto non immaginasse. L’errore, il più delle volte è aver spinto troppo. Viceversa la persona che acquisisce l’abitudine di correre tutti i giorni aumentando piano piano si trova a correre una maratona come conseguenza naturale della sua abitudine.

motivation habit

Qual’è il segreto per coltivare una nuova abitudine? Bisogna volerlo, ma non basta. Non si tratta di rincorrere un obiettivo specifico, come, nel caso della corsa, perdere 5 kg o correre 10 km. È più efficace avere l’obiettivo di diventare una persona che corre, avere come obiettivo quello di essere una persona che normalmente va a correre. Un obiettivo del genere lo posso realizzare da subito e allo stesso tempo lo realizzo piano piano. Posso essere una persona che va a correre da oggi e nello stesso tempo ogni volta che vado lo realizzo un po’ di più ed ogni volta che non vado mi allontano dall’obiettivo.

Allora come faccio a mantenere l’impegno con me stesso? Lo rendo il più facile possibile. Dal momento che so quant’è impegnativo coltivare una nuova abitudine, do a questo compito tutto il rispetto che merita scegliendo di facilitarlo il più possibile:

1 Faccio sì che quest’abitudine sia il più facile possibile da compiere.

Se ho deciso di andare a correre corro una lunghezza irrisoria. Se per me 5 minuti sono impegnativi, faccio una passeggiata e ci metto dentro qualche saltello. C’è chi consiglia addirittura, per le prima settimana, di vestirsi per la corsa, uscire di casa e… rientrare! Davvero. Mi abituo a far diventare questo rituale una parte della mia giornata. Avrò tempo per mettermi alla prova. L’interesse ora è di coltivare un’abitudine.

2 Lo faccio tutti i giorni.

È più facile coltivare una nuova abitudine praticandola tutti i giorni che non a giorni fissi con pause. Nel caso della corsa spesso consigliano 2 o 3 uscite settimanali. Fisicamente può essere meglio. Ma mentalmente è più facile mantenere un comportamento tutti i giorni che non doversene ricordare dopo un po’. È come se la spinta del giorno prima non si esaurisse del tutto e non mi fa ripartire da fermo.

3 Mi impegno a non saltare più di 2 giorni di fila.

Se salto un giorno, non mi flagello e mi impegno a non saltare il successivo per mantenere il momento e non ripartire da fermo.

4 Tutti i giorni alla stessa ora.

Questa è un’altra grossa arma a mio favore: se riesco a farlo tutti i giorni alla stessa ora creeerò un automatismo, soprattutto se programmato dopo un’altra azione abituale. Ad esempio: mi alzo, mi lavo i denti, faccio 2 saluti al sole e poi colazione. Se inserisco la mia nuova abitudine in una routine, l’azione precedente richiamerà l’automatismo della successiva. Inoltre, mentalmente, le ho dato un posto nella mia giornata (vale soprattutto per le persone molto impegnate che sentono di non avere nemmento il tempo per respirare). All’inizio posso usare un reminder sul telefono per aiutarmi, ma presto mi accorgerò di non averne più bisogno.

5 Mi impegno a praticare la mia nuova abitudine per 28 giorni.

È impegnativo pensare di praticare un nuovo comportamento per tutta la vita! 28 giorni invece sembra un periodo ragionevole per testarlo, soprattutto se ho rispettato il punto 1.. Inoltre 4 settimane sono anche un buon periodo per far sì che questo comportamento aderisca ai nostri meccanismi e cominci a funzionare senza bisogno di un grande sforzo di volontà e di un’attenzione continua. La prima settimana è facile perché la faccio sull’onda dell’entusiasmo. La seconda è la più difficile, ma alla terza sento che lo sforzo mentale si riduce e alla fine della quarta comincio a sentire che mi costerebbe più fatica mentale non praticare la mia nuova abitudine piuttosto che sì.

6 Trovo un gruppo di amici che mi sostenga nel mio impegno.

Questo consiglio non vale per tutti, ma siamo animali sociali e sappiamo che nei momenti duri cambia avere vicino qualcuno che ci sostenga. Vale anche per i momenti meno duri: possiamo beneficiare del sostegno di persone a noi care che vanno nella stessa direzione. Anche nel Buddismo si parla sempre dei tre gioielli: la figura di un Bhudda, i suoi insegnamenti e il Sangha, cioè coloro che ci accompagnano lungo la via. Il sangha è così importante perché può avere una grande influenza. Una volta un ragazzo chiese ad un maestro tantrico come poteva fare per smettere di fumare e questo gli rispose prontamente: “frequenta gente che non fuma.”

7 Mi impegno con un’abitudine per volta.

Anche questo non vale per tutti, ma spesso, come sopravvalutiamo il nostro tempo e le nostre energie, sopravvalutiamo la nostra forza di volontà e sottovalutiamo il compito. Un’abitudine è come una maratona, non posso affrontarla con la foga di uno sprint. Posso provare anche a cambiare più cose insieme, ma è meglio se do la priorità ad una in particolare e mi impegno con risoluzione in quello.

8 Stabilisco un premio.

Mi può aiutare anche stabilire una piccola gratificazione alla fine di ogni settimana ed una alla fine dei 28 giorni. Sembra banale, ma funziona. Inoltre mi aiuta ad avere un senso di compimento per qualcosa di cui altrimenti non vedrei la fine. Anche il fatto stesso di registrare su un quaderno le volte che ho rispettato il mio proposito aiuta a sentire un senso di gratificazione e rafforza l’intenzione di proseguire.

Qualsiasi sia l’abitudine in cui voglio cimentarmi, se pratico questo sistema mi accorgerò di alcuni effetti collaterali come l’aumento della mia capacità di attenzione e di autocontrollo e l’aumento della mia forza di volontà. Nel tempo potrò accorgermi dei sentirmi più stabile e sicuro. E forse potrò decidere di prendere l’abitudine di coltivare le mie abitudini. Non rimane che scegliere (un’abitudine) e cominciare.

Se da ora comincio a coltivare l’abitudine di coltivare abitudini fra un anno avrò dodici nuove abitudini. Sarò una persona diversa e la mia vita avrà preso un’altra direzione.

Ai miei allievi di yoga consiglio spesso di provare a fare 5 saluti al sole tutti i giorni e, se mi dicono che sono troppi, 2, o addirittura 1! Ma tutti i giorni. Spesso sopravvalutiamo quello che possiamo fare in un mese, ma sottovalutiamo quello che possiamo riuscire a fare in un anno… o in tre.

Siamo il risultato delle nostre abitudini

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”

Novità: ora puoi fare lezione online con me. Vai alla pagina Lezioni online per saperne di più 😉

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