Yoga e fascia: come tornare a sentirsi liberi

Uno dei principali motivi per cui lo yoga è così efficace nel riportare salute ed equilibrio a corpo e mente è il suo lavoro sulla fascia. Ma che cosè la fascia? Il tessuto miofaciale permea tutto il corpo. Non è un organo, ma avvolge tutte le componenti del nostro corpo dando forma, sostegno e connessione a organi, muscoli, ossa. Una volta, negli studi di anatomia, tendeva ad essere scartata e vista solo come una sorta di imballaggio inerte con cui era impacchettato il nostro corpo. Da un pò di anni però, si è cominciato a studiarla come sistema a sé e se ne conoscono un pò meglio la struttura e le funzioni e le sue implicazioni sulla nostra salute. Vediamo di cosa si tratta..

Cos’è la fascia?

La fascia è tessuto fibroso che connette ogni cellula del nostro corpo. Avvolge, si infiltra e incolla ogni fibra, ogni tessuto ed ogni organo;  è composta di fibre elastiche, che possono cambiare forma, collagene, che le da forza e resistenza e da una sostanza gelatinosa che la rende viscosa e permette a più strati di scivolare l’uno sull’altro.

Chi mangia carne avrà avuto modo di osservarla innumerevoli volte. è quel tessuto biancastro semitrasparente che avvolge i muscoli e anche all’interno di essi li suddivide in tanti settori più piccoli legati tra loro. Nelle carni degli allevamenti intensivi si ha modo di osservare quanto questa sia più debole e i muscoli si stacchino più facilmente dalle ossa. Lo stesso tessuto diventa tendini, legamenti, e crea un’impalcatura elastica che sostiene i nostri organi.

Si può osservare anche nel mondo vegetale. In un’arancia è ben visibile: è quella guaina sottile che divide l’arancia in spicchi e che anche all’interno degli spicchi divide la polpa in sezioni più piccole incollate tra loro.

La fascia ci da forma, struttura e sostegno e determina la nostra qualità di movimento.

Chi ha avuto un parto cesareo avrà forse sentito parlare delle aderenze a livello del taglio: è un fenomeno per cui alcune di queste guaine aderiscono una sull’altra incollandosi limitando il movimento di alcune parti del corpo. Queste aderenze si verificano a seguito di un trauma, sono una cicatrice da ammorbidire, che se non viene sistemata comporta diversi fastidi. Questo fenomeno accade spesso anche in zone che semplicemente si utilizzano poco.

Perché si irrigidisce e cosa comporta?

Ogni notte il tessuto miofasciale continua a rigenerarsi come una ragnatela. è anche per quello che la mattina mi sento più legato. Col movimento vado a rompere quelle piccole nuove formazioni senza nemmeno accorgermene. Succede però che dove le articolazioni non si muovono questi legami diventano ogni giorno più spessi e mi irrigidisco.

Il processo è lento e non me ne accorgo, ma è il motivo per cui, dopo un mese di gesso, mi trovo il gomito bloccato e devo fare fisioterapia (a me è capitato ed è fastidiosissimo).

La fascia ripara e riconnette, ma se non mi muovo, rischia di bloccarmi. Questo succede perché il tessuto ripara troppo! La natura ha concepito il nostro corpo perché si muovesse e mantiene in salute ciò che viene utilizzato. In inglese si dice: “what you don’t use you loose”

Anche se può irrigidirsi, la fascia ha qualità plastiche, perciò, col tempo si adatta ai nostri stimoli e con lo yoga possiamo rimodellarla migliorando notevolmente la nostra postura, riacquistando la nostra libertà di movimento e prevenendo più efficacemente il rischio di infortuni.

Molti fattori come cattive abitudini posturali, movimenti ripetitivi e limitati, lesioni, disidratazione, acidificazione e tensioni da stress creano aderenze che legano muscoli e organi tra di loro. Per capire gli effetti di queste aderenze si può stendere un lenzuolo a terra e tirare alcuni punti. Si noterà che questo produce alcune pieghe sul lenzuolo. Queste sono linee di tensione. Quindi un irrigidimento a livello dei piedi avrà ripercussioni su collo e spalle, una rigidità della cassa toracica su lombari e ginocchia, e così via. Tensioni della fascia hanno ripercussioni anche sul funzionamento dei nostri organi e viceversa.

Benefici di una fascia sana

Aderenze vecchie e profonde possono essere lunghe da rilasciare, ma di sicuro ne vale la pena. Rilasciare le aderenze è come levare le ragnatele dai muscoli: questi si possono muovere più liberamente e scorrere l’uno sull’altro. Riacquistiamo mobilità, destrezza, piacevolezza ed economia dei movimenti. Migliora l’idratazione dei tessuti e l’eliminazione delle tossine. I muscoli possono lavorare in maniera indipendente  e allungarsi e accorciarsi al massimo diventando più tonici ed elastici. Si riducono i dolori e i tempi di recupero per gli sportivi.  Legamenti e tendini morbidi ed elastici sono meno soggetti a strappi e infiammazioni e garantiscono una circolazione sanguigna migliore che accelera la guarigione dai traumi. Già questi sarebbero degli ottimi motivi, ma c’è di più.

Dal momento che la fascia è ricca di terminazioni nervose, ripulire e migliorare l’efficienza di questi tessuti rende questo sistema più efficiente aumentando la nostra sensibilità e quindi migliorando la nostra propriocezione, la coordinazione, la destrezza e la consapevolezza del nostro stato psicofisico.

Fascia ed emozioni

La fascia è la zona del corpo dove tendono a cristallizzarsi non solo le abitudini fisiche , ma anche mentali ed emotive. Se il cervello comunica con il corpo attraverso gli ormoni, nel tempo acquisiamo una sorta di postura emotiva e ci irrigidiamo negli atteggiamenti che pratichiamo più spesso. Con l’età diventiamo sempre più rigidi nei confronti del cambiamento. Acquistiamo una sorta di armatura caratteriale nella quale rimaniamo incastrati.

Le nostre tensioni trasmettono segnali al cervello  che lo fanno stare in allerta. Con la pratica, man mano che legamenti e tendini si rilassano, diamo segnali al nostro cervello per rilassarsi e ci apriamo alla possibilità di sperimentare nuove risposte più efficaci agli stimoli del nostro ambiente. Chi ha fatto qualche massaggio sa quanto può essere intensa l’influenza del nostro corpo sul nostro stato mentale.

Lavorando con lo yoga e con i massaggi thai ho avuto modo di sperimentare come spesso le tensioni della fascia portino con sé anche tensioni emotive che, se non vengono sciolte, ci levano energia e lucidità. Liberarle a volte vuol dire far riemergere un vissuto che riemaneva fermo in attesa di essere elaborato e che ci portavamo dietro come un bagaglio. Con un lavoro graduale si ha modo di intergrarle. Ci sentiamo così più leggeri, e vitali e  diventiamo pronti ad accogliere nuove esperienze. Nel tempo comincia ad evolvere la nostra percezione di noi stessi e dell’ambiente e perciò anche le nostre risposte.

La scienza sta studiando come i nostri schemi mentali e comportamentali abbiano un impatto profondo sul nostro corpo. Questa influenza  è reciproca. Pionieri come Ida Rolf o Wilhelm Reich hanno puntato l’attenzione su come il corpo possa trattenere traumi emotivi non risolti nei suoi tessuti bloccandoci in schemi mentali e reazioni coatte.

Un qualsiasi stress ci genera una risposta biochimica e una risposta tensiva. Quando questa risposta rimane molto a lungo perché il motivo dello stress non è risolto, lo schema di distribuzione dell’energia nel nostro corpo e la relativa tensione si cronicizzano e la fascia si irrigidisce.

Il movimento fisico aiuta, ma generalmente non basta a sciogliere queste rigidità se sono profonde. Per lo più l’allenamento sportivo è pensato per il sistema muscolare e cardiovasolare.

Sono molto efficaci invece diverse tecniche di massaggio e lo yoga che vanno a lavorare più nello specifico sulla fascia. Gli allungamenti lenti e morbidi dello yoga permettono alla fascia di riacquistare la sua plasticità. La fascia è  lenta nelle sue reazioni ed ha bisogno di tempo per adattarsi allo stimolo. D’altra parte mantiene poi a lungo la memoria dello stimolo e se lo ripetiamo con regolarità possiamo ottenere risultati notevoli.

Le varie pratiche yoga, dalle asana alla meditazione al pranayama, sono state sviluppate per ottenere un cambiamento ed un’evoluzione di tutta la nostra struttura psicofisica. Attraverso una pratica regolare, diamo uno stimolo piccolo ma costante che ci permette di liberarci dalle tensioni fisiche ed emotive, di nutrirci, rinnovarci e di trovare un nuovo senso di integrazione. Spesso è un lavoro che è già percepibile nella pratica quotidiana, ma i cui effetti diventano evidenti nel lungo periodo: ci troviamo a sentire un aumentato senso di benessere e di libertà, svaniscono dolori e osserviamo che abbandoniamo vecchi schemi comportamentali, siamo più presenti e meno destabilizzati dagli eventi e impariamo con maggior facilità.

Come il nostro corpo anche la nostra mente diventa più elastica, resistente e.. giovane.

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