Le inversioni: 11 benefici e alcune precauzioni da prendere

Le inversioni sono tra le asana più spettacolari dello yoga. Su internet, quando si parla di yoga, si vedono quasi sempre posizioni sulle mani o sulla testa. Sebbene suscitino grande curiosità ed entusiasmo, sono anche le asana che fanno più paura. Non sono posizioni naturali ed è vero che per alcune ci vogliono anni di pratica, ma dati i numerosi benefici che portano vale la pena studiarle e padroneggiarle.

Quello che non tutti sanno è che si possono inserire nella propria pratica e goderne gli effetti senza farsi prendere dal panico o mettere il proprio corpo a repentaglio…

La prima cosa che viene in mente quando si pensa alle inversioni sono complicate posizioni di equilibrio sulle mani, sulla testa o sugli avambracci. Tecnicamente però nello yoga si fa un’inversione quando si mette il proprio cuore sotto il livello del bacino. Perciò il cane a faccia in giù, ad esempio, è già un’inversione a tutti gli effetti.

E, come il cane, sono molte le inversioni più semplici che si possono praticare per abituarsi alle sensazioni di questo tipo di asana, migliorare la confidenza e il controllo nello stare a testa in giù e sciogliere la paura. Con la pratica di posizioni che rinforzano il nostro centro e la parte superiore del corpo, poi, si avrà anche la forza necessaria per affrontare inversioni più impegnative in modo del tutto naturale.

Nello stile anukalana molte delle transizioni tra il cane e le posizioni sedute aiutano a sviluppare oltre alla forza, anche il senso dell’orientamento, l’equilibrio e la confidenza per mantenere poi le posizioni a testa in giù con maggiore agio e naturalezza.

Vediamo prima di tutto i benefici di questa categoria di posizioni:

Benefici

  1. Forza: molte  inversioni rinforzano braccia, spalle e addome e migliorano la funzionalità di queste parti.
  2. Equilibrio: migliorano la sensibilità all’equilibrio. L’attenzione si focalizza al centro del corpo che tiene il peso attraverso la colonna. Migliora, di conseguenza anche l’equilibrio delle posizioni in piedi.
  3. Energia: posizioni di tenuta attiva come il cane, il delfino, sirsasana o quelle sostenute sulle braccia, risvegliano, fortificano il cuore e danno un senso di tono ed energia.
  4. Sistema circolatorio: aiutano il ritorno venoso  e stimolano l’afflusso di sangue verso il cervello e gli organi di senso. Non mi spingo a dire che alleviano le rughe e aiutano la salute dei capelli, ma tradizionalmente veniva detto anche questo.
  5. Sistema linfatico: come per il sistema sanguigno aiutano il drenaggio verso il centro del corpo, soprattutto per la circolazione degli arti inferiori. L’effetto aumenta se le posizioni sono tenute a lungo e le gambe sono sopra il bacino. Per questo sono indicate sarvangasana e la posizione stesa a pancia in su con le gambe al muro
  6.  Sistema nervoso: come tutte le posizioni di tenuta attiva, stimolano il sistema nervoso, svegliano e scaldano il corpo.
  7. Relax: tenute in maniera più passiva, come nel caso di sarvangasana della lepre, delle gambe al muro a pancia in su, o semplicemente di uttanasana,  rilassano profondamente e velocemente, calmano e rinfrescano.
  8. Concentrazione: specialmente quelle di equilibrio favoricono la concentrazione.
  9. Pulizia: Ci aiutano ad acquisire una nuova prospettiva. Normalmente rappresentano un’esperienza insolita e aiutano a sviluppare nuovi sistemi di riferimento. L’effetto di stare a testa in giù ci aiuta a resettare la nostra mente e ripulirla. Vedere le cose e percepirsi sotto sopra è straniante e aiuta a rompere schemi di pensiero fissi.
  10. Ego: molte di queste posizioni, dato l’impegno che richiedono per essere padroneggiate, bilanciano l’ego e stimolano la pazienza, il coraggio e la prudenza.
  11. Divertimento: aiutano a coltivare la confidenza e a rientrare in contatto col senso del gioco e del divertimento. Come i bambini, anche gli adulti, superate le prime paure, si divertono a stare a testa in giù. Dev’essere qualcosa di ancestrale, fatto sta che quando si cominciano non si vede l’ora di rifarle.

Precauzioni

Si tratta spesso di posizioni difficili e impegnative ed è bene affrontarle con cautela. Molte sono da evitare se ci stiamo riprendendo da traumi alla testa o al collo. In generale sono da evitare quelle più intense e comunque da mantenere poco se si hanno problemi di pressione alta o relativi agli occhi come glaucoma o distacco di retina.

Non vanno fatte con impeto, ma con concentrazione ed equilibrio e sono una buona occasione per praticare il principio di ahimsa (non-violenza) nei confronti del proprio corpo. Come per le altre asana e ancora di più, è sempre bene osservare la propria condizione e cercare di capire se ci possono rinvigorire o drenare.

Vanno praticate regolarmente rispettando i propri limiti per rafforzarsi poco a poco senza causarsi traumi e, dopo quelle più intense, è utile riposarsi per qualche respiro in posizioni come il bambino.

Vanno introdotte dopo una pratica di riscaldamento con asana che sciolgono e tonificano le spalle e rafforzano il nostro centro.

Alcuni le sconsigliano in caso di mestruazioni. Per me valgono le considerazioni sulla pratica durante il ciclo mestruale.

Per la pratica durante la gravidanza è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia.  Generalmente se le si praticavano regolarmente  anche prima della gravidanza non dovrebbero causare problemi. Una mia amica ha continuato a praticarle fino all’ottavo mese! E’ bene comunque non mettersi in situazioni pericolose e agire con cautela.

Si tratta di posizioni instabili e c’è il rischio di cadere. Perciò, finché non ci si sente sicuri, è meglio praticarle vicino ad un muro o con un assistente.

In fine queste asana possono indurre facilmente al confronto con gli altri. E’ evidente la differenza tra chi le padroneggia, chi ha bisogno del muro o chi deve fare posizioni preparatorie;  si può cadere nello sconforto o peggio esagerare nel volerle fare a tutti i costi col rischio di farsi male. Risulta utile focalizzare l’attenzione verso l’interno e rispettare i tempi del proprio corpo senza dimenticare che dà molti più risultati una pratica paziente e regolare.

Ottime preparazioni per le inversioni più complesse sono il vinyasa, il cane, il delfino, il corvo, navasana, sarvangasana, padmasana sulle mani, la locusta, il pavone e tutte le posizioni di equilibrio che sviluppano la scioltezza, la forza e la concentrazione per mantenerle.

Sostanzialmente si può vivere tranquillamente senza inversioni, ma possono essere una grande occasione per imparare, stare meglio e ..diverstirsi.

Novità: ora puoi fare lezione online con me. Vai alla pagina Lezioni online per saperne di più 😉

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