Come aiutare il sistema digestivo con lo yoga: una sequenza per digerire anche i sassi!

Da quando pratico yoga ho avuto modo di osservare tante volte in me e nei miei allievi che le asana praticate con regolarità aiutano a mantenere efficiente il sistema digestivo risolvendo, a volte anche in poco tempo, problemi di intestino pigro, digestione difficile dolori addominali e lombari. Spesso molti dolori alla schiena non sono legati tanto a discopatie quanto a problemi agli organi addominali tesi, gonfi e infiammati che si riflettono poi sulla schiena. In questo articolo andremo a vedere perché lo yoga è tanto utile all’apparato digestivo e quali sono le posizioni più efficaci.

Tutte le attività di yoga andando a riequilibrare il nostro sistema neurovegetativo, aiutano a migliorare la digestione.

La meditazione agisce sui nostri pensieri ed ha un effetto a cascata sul nostro umore e sul sistema neurovegetativo. Se vuoi approfondire l’argomento da un punto di vista scientifico scarica gratuitamente il libro pubblicato a questo link.

Gli esercizi di respirazione aiutano perché l’aria è il nostro primo nutrimento e non si può avere una buona digestione senza una buona respirazione, ma aiutano anche perché vanno a sbloccare la zona del diaframma e quindi a sciogliere tensioni delgi organi del plesso solare, tutti legati alla digestione.

Ci sono però delle posizioni di yoga che nello specifico vanno a rilassare e tonificare il sistema digestivo e garantiscono un buon ricambio di sangue e il movimento degli alimenti lungo l’intero tratto digestivo. Sono posizioni che cerco di non far mancare mai nelle mie lezioni. Infatti non è raro che dopo la lezione qualche studente mi dica che gli è passato un dolore addominale o lombare. è utile praticarle in primavera, momento in cui come vedremo il sistema digestivo fa un lavoro supplementare ed è utile tenerlo in forma. Un sistema digestivo efficiente ci aiuta a mantenerci lucidi e svegli. Le varianti sono tante. Per questo potete trovare sequenze sul sistema digestivo molto diverse tra loro. Tutte però hanno in comune degli elementi.

Vediamo quali sono:

  • Posizioni in piedi:

Tutte le posizioni in piedi agiscono sulle gambe e quindi sul sistema digestivo che, secondo la teoria dei meridiani, è ad esse collegato. Anche da noi si consiglia una passeggiatina leggera dopo pranzo per aiutare la digestione. Una leggera stimolazione dei muscoli delle gambe attiva il sistema digestivo. Le posizioni che preferisco sono i guerrieri, accompagnati da trikonasana e parsvakonasana che aggiungono gli effetti dei piegamenti laterali (vedi sotto) e parivritta trikonasana che offre oltre ai benefici delle posizioni in piedi quelli di una intensa torsione.

  • Torsioni

parivrtta-trikonasanaIn qualsiasi sequenza per il sistema digestivo non possono mancare le torsioni (in realtà in qualsiasi sequenza di yoga!). I loro benefici sono innumerevoli e ne ho parlato a fondo in questo post, ma in particolare le torsioni sono di beneficio per il sistema digestivo perché, accompagnate da una respirazione profonda, garantiscono una buona ossigenazione dei tessuti dell’addome e una mobilitazione delle tossine e dei depositi. Queste asana riescono a comprimere e ed allungare gli organi addominali allo stesso tempo e forniscono un ottimo massaggio per tutta l’area addominale. In piedi una delle migliori posizioni, anche se un pò difficile, è parivritta trikonasana. Anche quelle sedute o stese sono molto efficaci. Una delle migliori è la torsione più tradizionale, una delle prime 40 originarie: matsyendrasana.

  • piegamenti laterali

miamareI piegamenti laterali danno un grande senso di leggerezza a libertà. Aiutano a distendere i tratti del colon ascendente e discendente favorendo la peristalsi e aiutano a rendere più morbidi i lati della cassa toracica nelle zone del fegato e della milza, migliorando la funzionalità di quest’ultime. Portare il respiro verso il fianco allungato come se avessimo delle branchie nelle costole basse, andando ad agire sul fegato, da spesso subito un leggero senso di maggiore pulizia mentale. Si possono fare anche da seduti, ma sono ottimi da fare in piedi. Già trikonasana agisce anche sui fianchi, soprattutto nell’area dell’intestino, ma per un effetto più profondo sulla zona del plesso è utile aggiungere parsvakonasana.

  • piegamenti indietro

I piegamenti all’indietro agiscono su tutta la fascia anteriore a diverse altezze, a seconda della posizione, ma tutti portano ad aprire il plesso solare e stimolare l’area dello stomaco e del pancreas e in generale attivano il nostro sistema neurovegetativo. Per approfondirne gli effetti leggi il post sui piegamenti indietro. Sono di tanti tipi e tutti utili. Sono presenti nel saluto al sole. Spaziano da piegamenti più semplici come il guerriero uno o anjaneyasana fino a molto intensi come il cammello.

  • piegamenti avanti

I piegamenti in avanti, riducendo lo spazio della cavità addominale, aiutano a svuotarla e sono più efficaci se non si lascia la pancia completamente morbida ma si attivano i banda nell’inspirazione e si spinge l’ombelico verso le lombari nell’espirazione. È utile, quando li si fa, respirare profondamente pensando non di gonfiare la pancia, ma di stenderla allontanando lo sterno dal pube. I piegamenti in avanti aiutano la digestione rilassando lo stress eccessivo del nostro sistema il nostro sistema neurovegetativo. Quando siamo in stato di stress e allerta continuo il sangue defluisce dagli organi interni per andare verso gli arti con ripercussioni sulla nostra capacità di assimilazione e smaltimento.

  • Mayurasana

Menzione a parte si merita mayurasana (il pavone), una posizione avanzata che richede una buona dose di forza ma, una volta padroneggiata, da enormi benefici.

foto yoga

È una posizione specifica per il sistema digestivo perché, oltre a rafforzare l’intero organismo e dare un forte stimolo al sistema nervoso, genera un’intensa pressione in tutta la cavità addominale, capace di smuovere i ristagni e ossigenare e tonificare tutti gli organi. È una posizione molto intensa, da inserire al centro della pratica, dopo che ci si è riscaldati  a dovere, e va seguita da posizioni rilassanti come i piegamenti avanti. Una curiosità: viene chiamata posizione del pavone non perché è una posizione con cui pavoneggiarsi :), ma perché dona secondo lo yoga una digestione di ferro. I pavoni infatti rescono a digerire anche i serpenti velenosi!

Praticare anche una sequenza breve tenendo conto di questi principi può migliorare molto il nostro processo degestivo e donarci nuova energia, lucidità e vigore, soprattutto in questo periodo primaverile in cui facilmente accusiamo stanchezza. La primavera è una fase di passaggio in cui il corpo si ripulisce dai ristagni di muchi dell’inverno. Non a caso, anche nella nostra cultura, in primavera cade la quaresima che è un periodo di digiuni e dieta stretta. Il fegato è attivo per depurare il nostro organismo (infatti per la medicina cinese siamo nella stagione del legno, elemento del fegato). Così la digestione può essere più impegnativa del solito, motivo per cui si può avere sonnolenza e senso di fatica (aprile dolce dormire..). Per aiutare il corpo nel suo compito di depurazione si possono prendere i classici prodotti di questo periodo, di solito a base di cardo mariano, carciofo, boldo, o altre erbe disintossicanti che aiutano il fegato. Si possono anche fare colazioni più leggere e nutrienti, stare attenti a non mangiare troppo e rispettare il proprio tipo corporeo. Si possono praticare diete più strette senza farine raffinate o eccessi proteici e/o praticare digiuni. Una pratica regolare con queste asana però rimane uno dei modi migliori per sostenere il nostro corpo.

Se questo articolo ti ha stimolato dubbi o curiosità, o hai qualche suggerimento per l’argomento del prossimo post scrivi pure qui sotto nei commenti 🙂

Buona pratica

e  buona Pasqua 😉

Novità: ora puoi fare lezione online con me. Vai alla pagina Lezioni online per saperne di più 😉

2 pensieri riguardo “Come aiutare il sistema digestivo con lo yoga: una sequenza per digerire anche i sassi!

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